Lunedì 10 Ottobre 2011 17:46

Archeologia del Futuro Prossimo

Scritto da  Cowmunica

 

Il Museo Civico Archeologico di San Severino Marche insieme all'Istituto Tecnico Industriale Statale “E. Divini” ha, finalmente, inaugurato uno dei primissimi esperimenti didattici, in territorio Italiano, usando tecnologie mobili di ultima generazione. Circa 130 studenti, infatti, si recheranno nelle sale museali in cui saranno dislocati codici bidimensionali a barre (QR-Code) che verranno letti dagli Smart-phone in dotazione ai ragazzi.

L'ambiente sarà così reso interattivo grazie ad un futuristico viaggio nei meandri della realtà aumentata.

Saranno inoltre gli stessi studenti, trasfomandosi da “fruitori” in “produttori”, a creare nuovi QR-Code da lasciare “in eredità” ai futuri visitatori.

Attraverso questo espediente ludico, ma che si avvale delle più moderne tecnologie, i più giovani si avvicineranno con maggiore piacere alla storia antica.

Il fascino della multisensorialità, cioè la fusione che si verrà a creare tra oggetti reali e oggetti digitali, non potrà che essere un successo sia da un punto di vista cognitivo che da uno più immediatamente didattico.

Ma cosa avviene esattamente nelle mura del Museo?

Lo chiediamo a Giuliana Guazzaroni, dottoranda in e-learning alla Facoltà di Ingegneria di Ancona, ideatrice del progetto.

D. Come sono organizzate queste visite nel museo di San Severino?

R. I ragazzi sono innanzitutto accolti, quindi divisi in gruppi che lavoreranno insieme.

La prima sala contiene dei codici esplorativi che vengono “scoperti” con lo Smart-Phone in dotazione. Poi si chiede ai gruppi di completare un testo e di osservare i reperti, i pannelli, gli scavi fuori dalla finestra.

Si stimola la loro autonomia di lavoro, di ricerca della soluzione. Poi man mano si chiede loro di assumere un ruolo più creativo e partecipativo perché compongano dei testi da lasciare per quelli che passeranno dopo di loro.

I codici fanno da ponte, da stimolo. Ma, tengo a precisare, si tratta di un'attività didattica, basata sul costruttivismo sociale.

D. Abbiamo parlato di oggetti reali che convivono con oggetti virtuali. Come avviene ciò in pratica?

R. Ci sono i reperti di altri musei, i loro disegni, le loro voci.

D. Vuole dire che i loro disegni e le loro voci “restano nel museo?

R.

D. Se ci andassi io con uno smart phone, potrei rintracciarli?

R.

C'è, in questo modo di applicare le moderne tecnologie, un commovente codice poetico, appartenente a un gusto romantico con sfumature gotiche.

In un luogo dedicato alla memoria, altre memorie si affastelerannno dando luogo a un tempo che procederà in un sempiterno presente.

Non saranno, così, più soltanto metafore quelle “presenze”, avvertite in stanze disabitate, tanto care a certi lirismi ottocenteschi: i sussurrii dei tendaggi, dentro stanze deserte, che riproducono il suono di voci lontane nel tempo, si trasformeranno, da pura figura retorica, in una più che esperibile realtà sensibile.

E che tutto ciò venga realizzato con mezzi da sempre additati come antitetici a qualsiasi forma di romanticismo, è cosa davvero straordinaria.

http://www.ibridamenti.com/e-learning-desk-juice/2011/09/realta-aumentata-e-apprendimento-mobile-al-museo-archeologico/

 

 

Ultima modifica Giovedì 24 Novembre 2011 16:09
Cowmunica

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